Per la zarina mai caduta da cavallo
Ancora alla ricerca dell’arca perduta vaga
Zigzagando tra sguardi persi nei suoi occhi
Ben accetta il suo stato precario ma
Vuole poter sperare per essere pronto a
Correre da lei che attende inutilmente
Un segnale che forse mai verrà
Da chi sa ma nega a se stesso una verità
Troppo a lungo mascherata
E troppo a lungo
Svilita da un cieco rincorrere stabilità
Fortemente improbabili immagini di un equilibrio precario
Restate nel vostro mutismo a
Giocare con regole scritte
Quando l’amore volava già verso un
Hangar di carta e carte
Può la paura del cambiamento
Impedire di ritrovare un’Arca
O forse un’Arca non esiste ed esistono solamente
Limbi in cui si pascola
Nell’ignoranza del sublime
Meglio non fare domande
Meglio aspettare
Non sempre c’è un lieto fine ma
La fine c’è sempre